TITLE>COMUNITÀ MONTANA CENTRO CADORE - LE REGOLE
Le Regole del Cadore.
Il termine "regola" deriva dal latino "regulare" cioè "dare norme", da cui "assemblea che dà norme".
Le Regole sono associazioni antichissime, disciplinate da "laudi" o statuti propri, in armonia con quelli della Comunità Cadorina, tra i cui membri figuravano tutti i capi-famiglia iscritti in una apposita anagrafe.
La parola "laudo" deriva dal verbo latino "laudare", nell'accezione di "approvare": il "laudo" è quindi una raccolta di norme "approvate" e perciò valevoli per tutti gli associati.
Ogni paese aveva la propria Regola e a questa spettava l'amministrazione di ciascun territorio.
La nascita di queste associazioni viene fatta risalire al VIII secolo d. C., quando nel Cadore e nell'Ampezzano si stabilirono alcune colonie militari di origine longobarda alle quali, probabilmente, si deve l'istituzione di tale costume.
L'istituto regoliero andò consolidandosi intorno al XI secolo con l'avvento dei Comuni.
Faula o Favola era la Regola convocata in assemblea, in via ordinaria tre volte all'anno "senza commandamento", e, in via straordinaria, "al triplice suono della campana".
I visindieri, ossia le cariche comunali di ogni grado, erano annuali e di nomina della Faula.
Il Marigo, i Laudator e il Saltaro venivano eletti nel parlamento di S. Marco su proposta del Marigo cessante.
Compito del Marigo era di amministrare i beni della Regola e di sorvegliare i boschi, di tenere i conti, di incassare le entrate e di pagare le spese, di distribuire i lavori del Comune, di amministrare la giustizia e di applicare le pene previste dai Laudi "senza far gracia alcuna".
I due Laudatori dovevano assistere il Marigo e vigilarne l'opera.
Dalla prima metà del 1300 ai primi anni del secolo scorso, il Cadore era diviso amministrativamente e militarmente in dieci Centurie o Centenari o Università, comprendenti ognuna una o più Vicinie, formate a loro volta da una o più Regole contigue.
Ogni Centenaro eleggeva un Capo od Officiale e due Consiglieri, scegliendoli fra le persone più distinte del luogo (per lo più avvocati e notai) i quali, confermati o rinnovati di anno in anno, diventavano membri del General Consiglio del Cadore, massimo consesso della Magnifica Comunità.
Dall'Officiale dipendevano un alfiere, alcuni caporali e un centinaio di soldati. Il servizio di sicurezza era disimpegnato da un Comandador.